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 Mandorlini a TuttoBari: "Con Sogliano rapporto splendido. Io in panchina? A chi non piacerebbe questa piazza"

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MessaggioTitolo: Mandorlini a TuttoBari: "Con Sogliano rapporto splendido. Io in panchina? A chi non piacerebbe questa piazza"   Mandorlini a TuttoBari: "Con Sogliano rapporto splendido. Io in panchina? A chi non piacerebbe questa piazza" EmptyMer Gen 31, 2018 4:46 pm

Mandorlini a TuttoBari: "Con Sogliano rapporto splendido. Io in panchina? A chi non piacerebbe questa piazza" F3693c8a20dabe0f10977b6f20083e21-48987-95723157c8ebcac4750156d2b21ac04e

Andrea Mandorlini, ex allenatore di Verona e Genoa, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni della situazione attuale in casa Bari e del campionato dei galletti.

Che campionato sta facendo il Bari? Come valuta il lavoro di Grosso?

"Grosso non lo conosco di persona, è al primo anno tra i professionisti, però sta facendo un buon lavoro. Alla Juventus, con la Primavera, ha ottenuto ottimi risultati. E' stato fortunato ad allenare subito una grande squadra come il Bari che ha una piazza importantissima. Ha a disposizione un organico forte e completo che deve puntare ai primi posti della classifica. Tolta qualche battuta d'arresto sta facendo molto bene".

Galano giocatore fondamentale per questo Bari

"Si, assolutamente. E' un giocatore non più giovane ma è molto forte. Credo sia il punto di forza del Bari. Una garanzia, trova con continuità la porta, nonostante non sia una prima punta. Fa bene il Bari a puntarci. A me piace molto".

Lei conosce bene Sean Sogliano: che rapporto ha con lui e come lavora?

"Ho un rapporto meraviglioso con lui. Ho avuto la fortuna di lavorarci per diversi anni a Verona e abbiamo ottenuto risultati molto importanti. Poi lui è andato via e le cose sono andate male anche per me (sorride ndr). E' una persona molto preparata e di sicuro affidamento. Ha ambizione e vuole arrivare. La sua priorità sarà quella di portare il Bari a traguardi importnati e spero che riesca nel suo intento"

La rosa del Bari è all'altezza delle altre big?

"Assolutamente si, non ha nulla da invidiare alle prime della classe. Per questo dico che il campionato è lungo, può capitare un periodo negativo, ma il Bari saprà rialzarsi. E' sicuramente tra le rose più forti e dovrà lottare fino alla fine"

E' mai stato vicino al Bari? Le piacerebbe allenare questa piazza?

"Non so se sono stato vicino, posso dire che Bari è una piazza meravigliosa e tutti gli allenatori sognano di allenare i galletti".


Andrea Mandorlini, ex tecnico del Verona, in esclusiva ai nostri microfoni ha parlato del campionato di serie b, del mercato invernale e della lotta promozione agguerrita.

Un giudizio sul campionato: tante squadre in pochi punti, con le zone play-off e play-out molto vicine

"Si, come ogni anno. Il campionato di serie B è questo oramai. Estenuante, lungo e sorprendente. In pochi punti puoi sognare o penare. Le cose spesso, poi, cambiano in un niente. Negli ultimi anni, ad esempio, ci sono state molte squadre rivelazione che hanno sempre fatto bene, a volte sono riuscite anche a salire subito di categoria. Altre, invece, come il Perugia, quest'anno stanno faticando, nonostante una rosa forte".

Quali sono secondo lei le favorite?

"Senza dubbio Frosinone, Empoli, Palermo e anche il Bari che ha una squadra forte e una piazza che meriterebbe la promozione. Queste squadre hanno organici superiori alle altre".

C'è qualche giocatore che l'ha colpita in questa prima parte di stagione? O anche una squadra per il modo di interpretare le partite?

"Il Cittadella. Sta facendo benissimo e gioca un bel calcio. Poi ci sono organici più forti ma i veneti possono arrivare a lottare per qualcosa di importante, come dimostrano le passate stagioni"

Sono tante le differenze tra A e B? Mi spiego meglio: il suo Verona fece il grande salto con semplicità, portando a termine un grande campionato in serie maggiore, mentre Pescara, due anni fa, Benevento, quest'anno, stanno faticando tantissimo

"Si, sono due campionati completamente diversi. Servono giocatori da serie A per poter essere competitivi. Faccio un esempio: Luca Toni. Ebbi la fortuna, a Verona, di avere un calciatore come lui. Fortissimo, di grande esperienza, aiutava i compagni nei momenti difficili. Serve gente di esperienza, che abbia già giocato in serie maggiore. Almeno quattro o cinque innesti di questa caratura andrebbero fatti quando si passa dalla B alla A. Poi, chiaramente, c'è anche il fattore fortuna: devi indovinare tutti i giocatori giusti e inserirli in un progetto già avviato precedentemente. Col direttore Sogliano abbiamo lavorato benissimo in questa ottica. Bravo lui a scegliere i giocatori adatti. Ci sono diversi fattori da considerare, oltre il fatto che la serie A sia maggiormente impegnativa".

Come giudica questo mercato di B invernale? Sono arrivati grandi nomi come Palladino e Piovaccari

"Palladino è un ragazzo straordinario, l'ho avuto al Genoa. Bisogna vedere come sta fisicamente. Poi nel calcio conta il campo come si suol dire. Sono certo, però, che le squadre si siano mosse tutte abbastanza bene, anche se alcune non avevano bisogno di rinforzare i propri organici. Alla fine è difficile colmare il gap tra le più forti e le meno con una sessione di mercato. I valori di base sono quelli".

Ultima battuta: Jorginho, Lei lo ha allenato al Verona. Che giocatore è e secondo lei perchè non è stato impiegato da subito in Nazionale

"Jo è un ragazzo eccezionale e un grande giocatore. Dopo Pirlo penso sia l'unico ad avere le caratteristiche da regista. Non so i motivi delle mancate convocazioni in Nazionale. Ho avuto la fortuna di allenarlo quattro anni, dalla serie C alla serie A, l'ho visto crescere e migliorare. Si vedeva che sarebbe arrivato lontano. Ha grande visione e un piede fantastico. Gioca meglio in un centrocampo a tre, rispetto ad uno a due. Per quello ha faticato all'inizio col Napoli. Adesso quando gioca lui si vede la differenza".


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