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 Barione.it - Guerrero fa ripartire il trenino biancorosso del Bari

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MessaggioTitolo: Barione.it - Guerrero fa ripartire il trenino biancorosso del Bari   Barione.it - Guerrero fa ripartire il trenino biancorosso del Bari EmptyVen Giu 21, 2019 1:30 pm


“Sarebbe bello se a Bari ripartisse il trenino”. A dirlo – in una intervista a BariOne.it – è Miguel Guerrero, l’inventore del trenino biancorosso, quello che nel 1997 accompagnò il Bari nella penultima promozione in Serie A della sua storia. L’ex attaccante, oggi procuratore in Colombia, in Puglia visse 4 stagioni tra il 1994 e il 1999 (con una “pausa” al Merida): la prima in chiaroscuro, le altre tre da protagonista. Tanto da diventare un beniamino della tifoseria.

Sei rimasto nel cuore dei baresi. Quanto Bari è rimasta nel tuo?

“Per me Bari è tutto. Quando parlo di calcio mi sento un barese un più. Perché sono stato trattato molto bene e per questo Bari rimarrà nel mio cuore per tutta la vita”.

Hai visto qualche partita della stagione di Serie D da poco conclusa?

“Purtroppo no, perché qui non c’è un canale televisivo dove poter vedere le partite dei campionati italiani di serie C e D. Qualche volta ho potuto vedere le partite di Serie B ma dalla C in giù è impossibile”.

Quale giocatore dell’attuale Bari ti piace?

“Devo rispondere basandomi solo su ciò che vedo sui social e spesso si parla del capitano Ciccio Brienza, che è una bandiera per il Bari, rimasto nonostante tutti i problemi dello scorso anno. Lui ha scelto di non andare via, dimostrando attaccamento alla maglia”.

Come hai vissuto la scorsa estate il fallimento del Bari e la ripartenza dalla serie D?

“E’ stata una brutta botta, difficile da digerire perché, come ho detto prima, Bari è sempre nel mio cuore. E’ stato duro ma penso che a volte sia positivo ripartire da zero. La società del Bari ha avuto tantissimi problemi e non solo negli ultimi anni prima del fallimento. Dai tempi di Matarrese avevano iniziato a presentarsi situazioni problematiche dal punto di vista economico. Quindi ricominciare forse è stata una cosa positiva per ripartire con fondamenta più solide”.

Tu che nel 1997 sei stato uno dei protagonisti della penultima promozione biancorossa in Serie A, pensi che questa squadra e la nuova proprietà possano riuscire ad ottenere una serie di promozioni consecutive e a tornare presto in alto?

“Io penso di sì. Lo hanno fatto altre squadre che come il Bari hanno un nome e una tifoseria grandissima. Penso che la società insieme ai tifosi lo possano fare. Se alla base c’è un lavoro serio, un investimento che permetta di portare a Bari buoni giocatori adatti alla categoria si può ottenere tutto”.

All’inizio al Bari tu hai avuto qualche difficoltà, ma poi sei entrato nel cuore dei tifosi. Quando ci fu la svolta per te? Dopo il ritorno a Bari dal prestito col Merida?

“Sì, quando sono tornato ed ho trovato mister Fascetti. Lui è stato un allenatore che mi ha capito benissimo, ha cominciato a darmi una posizione dentro al campo ma con libertà di movimento. Il primo anno non avevo la libertà per esprimermi al meglio. Quando sono tornato dal Merida, Fascetti mi utilizzava bene, mi lasciava tranquillo. Penso che sia cambiato tutto in quel momento”.

Tu sei l’inventore trenino biancorosso. Secondo te è giusto che rimanga legato a quel periodo – anche se qualche volta è già “ricomparso” – o ti farebbe piacere rivederlo in campo?

“L’ho portato io a Bari. Ai tifosi piaceva molto il trenino, dava una marcia in più sia a loro sia a noi. Quindi se la squadra attuale lo vorrà rifare andrà benissimo. Mi farebbe piacere rivederlo, nello stesso modo in cui mi fa piacere rivedere vecchie fotografie e filmati del nostro trenino”.

Torni mai da queste parti?

“Sono stato a Bari circa due anni fa ed ora sto preparando un nuovo viaggio per questa estate, in occasione del calciomercato. Voglio andare a Milano e dopo passare da Bari, perché Bari è la mia casa. Ho lasciato lì tanti amici e voglio andare a trovarli”.

A proposito di amici, negli anni scorsi sono venuti a mancare prematuramente tre tuoi ex compagni di squadra, Mancini, Ingesson e Masinga. Ti va di ricordarli, magari con un aneddoto, un ricordo personale?

“Io sono stato molto legato a Klas, a Phil e a Franco perché abbiamo vissuto insieme tanti momenti, positivi e meno positivi. Phil lo ricordo in modo speciale perché quando arrivò a Bari dalla Salernitana non capiva nulla di italiano ed io mi offrii di andare con lui in stanza nei ritiri per aiutarlo. Non era facile insegnargli la lingua e spesso partivano battute e scherzi. E’ stato come un fratello per me. Ingesson stava sempre a casa mia e io a casa sua, a cena, con i bambini. Ho vissuto momenti meravigliosi con loro ed ho sofferto molto quando ci hanno lasciato”.

Sei rimasto in contatto con qualcuno dei tuoi ex compagni?

“Sì certo, con Marco Di Vaio, Nicola Ventola, Gregory Campi, Michele Andrisani, Gegè Gerson e a volte Sergio Volpi. Sono i giocatori con cui mi sento di più”.

Chi è stato il tuo compagno di squadra più forte, secondo te, tra quelli che hai avuto nel Bari?

“Nicola Ventola. Era un ragazzino quando si aggregò alla nostra squadra e riuscì a fare cose che nessun altro è riuscito a fare. Tanto da arrivare poi nell’Inter di Ronaldo. L’ho sempre visto come una ragazzo fortissimo. Non solo in campo, anche fuori”.

Qual è il ricordo più bello che ti lega al Bari?

“Sicuramente vedere la felicità dei tifosi quando abbiamo vinto a Milano contro l’Inter, 2-1 con gol mio e del cobra Tovalieri. Era la prima volta che accadeva ed è stata una cosa bellissima. Per strada tutte le persone parlavano del trenino. Il trenino biancorosso nacque quel giorno”.

Un ricordo fuori dal campo?

“Ero spesso alla Barcaccia, quando c’era il ristorante della famiglia Vasile. Tutte le situazione le ho vissute lì. Sia quando le cose andavo bene sia quando andavano male andavo lì al Vittoria Parc dove trovavo gli amici come Vito Vasile. Ho vissuto cose bellissime lì”.

Hai smesso di giocare nel 2000. Di cosa ti occupi ora?

“Adesso faccio il procuratore e mi occupo anche di scouting perché vado sempre in cerca di nuovi talenti colombiani e li segnalo ad amici italiani”.

C’è attualmente un giovane colombiano che suggeriresti al Bari o al calcio italiano?

“Vorrei farlo ma il Bari non può prenderlo. In Colombia ci sono tantissimi talenti in questo momento, come Felipe Jaramillo del Millonarios FC, un giocatore fortissimo, un regista di 23 anni. Tra un po’ di tempo io penso che arriverà al calcio europeo, spero in Italia”.

Vuoi rivolgere un saluto ai tifosi?

“Certo! Voglio mandare un saluto a tutti i tifosi baresi. Voglio dirvi che siete tutti nel mio cuore. Amo Bari, voglio Bari e sicuramente sarò lì il più presto possibile. Per abbracciarvi di persona”.


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