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 22/03/16 - ESCLUSIVA Bnp – Micai senior: “Noi, una famiglia di portieri. Alessandro? Da ragazzino si ispirava a Gillet…”

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MessaggioTitolo: 22/03/16 - ESCLUSIVA Bnp – Micai senior: “Noi, una famiglia di portieri. Alessandro? Da ragazzino si ispirava a Gillet…”   22/03/16 - ESCLUSIVA Bnp – Micai senior: “Noi, una famiglia di portieri. Alessandro? Da ragazzino si ispirava a Gillet…” EmptyMar Mar 22, 2016 9:22 am

22/03/16 - ESCLUSIVA Bnp – Micai senior: “Noi, una famiglia di portieri. Alessandro? Da ragazzino si ispirava a Gillet…” Micai_fcbari


Portieri si nasce. E’ proprio il caso di dirlo quando si parla dei Micai, visto che Alessandro, l’estremo difensore del Bari di Andrea Camplone, è in realtà solo il terzo della famiglia. Una passione per un ruolo ricco di onori e soprattutto oneri, maturata grazie anche ai saggi consigli ed insegnamenti di papà Marco, che noi di Barinelpallone.it abbiamo intercettato in esclusiva per sapere qualcosa in più sull’attuale numero 12 biancorosso, le cui recenti prestazioni stanno raccogliendo applausi e consensi.

Signor Marco Micai, ci dica allora come tutto è incominciato…

“Lui è partito seguendo me. Io ero un portiere di paese, me lo portavo con me la domenica, ovunque giocassi. Poi, vedendo anche lo zio che sfortunatamente è scomparso qualche anno fa, si è appassionato e messo in porta iniziando a giocare bene, senza avere paura di nessuno. Vedere un bambino di 6-7 anni che inizia a fare parate in un certo modo è inusuale. Lui per l’atletica è stato sempre portato e secondo me è nato con predisposizioni che altri non hanno”.

Importante è stato anche l’incontro con Mangia, con cui Alessandro ha assaggiato per la prima volta il grande calcio a Bari dopo la gavetta degli anni passati, soprattutto a Varese…

“Ringrazio Mangia come persona, innanzitutto. Ho avuto il piacere di parlare con lui nella finale sciagurata Varese – Roma: era arrabbiato perché era stata fatta un’uscita a vuoto, con i giallorossi che prima erano pervenuti al pareggio e poi alla vittoria nei tempi supplementari. E’ una persona secondo me affabile. Peccato che dopo aver parlato con lui prima della partita contro la Pro Vercelli lo scorso anno gli sia poi capitato l’esonero. Era contento di Alessandro. Gli auguro le migliori fortune, anche perché nel mio caso è stata una persona positiva”.

Lei è sempre presente al seguito del numero 12 biancorosso, soprattutto quando si gioca nel nord Italia. Ci racconti brevemente la sua esperienza a Novara.

“Le avventure avvengono sempre di fretta e furia, anche a causa di impegni di lavoro. Ma quando si gioca al nord si parte ogni sabato mattina, cosa che faccio sin dai tempi dei giovanissimi del Mantova. La distanza porta sacrifici ma sono sempre belle esperienze. La partita di Novara è stata incredibile: ritrovarsi sotto di un gol dopo quattro minuti e dopo due pali è devastante. Poi, alla fine, è arrivata una bella soddisfazione e sinceramente non pensavo potesse finire come poi è finita”.

Quasi un colpo di fortuna il suo esordio col Bari, complice la squalifica di Guarna dopo la sfida interna contro il Crotone. E ora il posto da titolare è ben saldo…

“Speravamo tutti in un suo esordio, già dall’anno scorso, anche se chiaramente non si può neanche sperare nelle disgrazie altrui. Ora Alessandro sta facendo bene e finchè merita di giocare credo sia merito della squadra e di tutti, cosi come qualora dovesse capitare qualche momento di appannamento è giusto che paghi anche lui. In una squadra fatta di professionisti penso sia giusto che tutti possano avere una chance”.

A quale portiere si ispirava Alessandro da ragazzino? Ogni calciatore ha un suo punto di riferimento…

“Sembra un paradosso, ma lui si è sempre ispirato a Gillet. Non mi chieda come mai, anche perché in famiglia siamo tutti milanisti. Da quando ha iniziato a concepire il calcio non più come un hobby ma come un lavoro ha preso spunto proprio dall’ex capitano del Bari. E vedendolo già da adesso con la fascia tra i capelli (look che per diverso tempo ha contraddistinto proprio l’ex numero 1 del Bari, ndr), inizio a prenderne un po’ atto”.

Magari, un giorno, potrà avere anche lui la fama di para-rigori. Proprio come è successo al Partenio…

“Quando ha parato il rigore ad Avellino in realtà ha stupito anche me, era da tempo che non capitava. E dopo quel sabato probabilmente qualcuno da lassù ci ha dato una mano: se lo meritava il ragazzo dopo tante fatiche. Dopo un anno e mezzo passato tra allenamenti e tribuna non è facile per nessuno tenere botta. Già a dicembre quest’anno poteva andare in Lega Pro e più di una volta l’ho esortato a scendere di categoria visto il poco spazio che aveva. Ma lui è sempre stato irremovibile: ed ha avuto ragione, tanto di cappello”.

Che idea si è fatto, nel complesso, sulla squadra allenata da mister Camplone?

“I playoff sono un obiettivo fattibile. Se prendiamo ad uno ad uno i singoli mi chiedo: ma Alessandro che ci fa qui? Ci sono calciatori, come ad esempio lo stesso Di Cesare, a cui Alessandro passava spesso il pallone come raccattapalle ai tempi di Mantova. O, ancora, gente come Rosina che ha fatto la Champions League, o altri ancora che si era soliti vedere sull’album delle figurine. Penso che il mister, una volta raggiunta la quadratura in difesa, potrà contare su un Bari che farà paura a tutti. Il pallone è rotondo ma ci sono tutte le carte in regola per centrare non solo i playoff, ma anche la promozione. Che la città credo meriti ampiamente. Bari è Bari”.

E a Salerno, ci sarà?

“Ci sono ben sette ore di macchina da casa mia, purtroppo dovrò guardarla in televisione. Non mi sono mai perso una trasferta quando lui era a Mantova e faccio sempre il possibile per seguirlo ovunque vada”.




http://www.barinelpallone.it/2016-03-21-ESCLUSIVA-Bnp-Micai-senior-Noi-una-famiglia-di-portieri-Alessandro-Da-ragazzino-ispirava-a-Gillet.htm
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