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 Catania, Lucarelli: “Non siamo ancora squadra, adesso Bari con più pressioni di noi"

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MessaggioTitolo: Catania, Lucarelli: “Non siamo ancora squadra, adesso Bari con più pressioni di noi"   Catania, Lucarelli: “Non siamo ancora squadra, adesso Bari con più pressioni di noi" EmptySab Ott 26, 2019 6:51 pm

Catania, Lucarelli: “Non siamo ancora squadra, adesso Bari con più pressioni di noi" 635734-lucarelli

Lunga conferenza stampa di Cristiano Lucarelli alla vigilia di Catania-Bari. Riportiamo le dichiarazioni rilasciate dal tecnico rossazzurro a Torre del Grifo:

“Perchè l’orario della conferenza stampa alle 16.55? Il 17 era un numeraccio (sorride, ndr). Visto il periodo… abbiamo detto anticipiamo 5 minuti, non succede niente. Cosa non è andato mercoledì sera? Il risultato. Avendo rivisto la partita, ripeto quanto detto a fine gara. Ricordo un colpo di testa del Bisceglie nel primo tempo, una situazione con un tiro all’altezza del dischetto a tre minuti dalla fine e il gol dove purtroppo abbiamo commesso 4-5 ingenuità. Innanzitutto non siamo rimasti sulla palla, permettendo all’avversario di battere subito a rete. Praticamente la palla gliel’abbiamo data noi. Inoltre era un cross lento, la traiettoria leggibile e la difesa nella sua interezza poteva gestire meglio la situazione. Dobbiamo però sempre guardare avanti, non si può piangere sul latte versato. E’ andata così, dispiace perchè sarebbe stato importante creare un certo tipo di clima in vista del match di domenica. Giocare un pò più tranquilli tutti, nessuno escluso, aiuterebbe. Io in questo momento sono più per la carota che per il bastone. Il bastone basta già con i risultati messi fin qui insieme. Adesso dobbiamo fare tornare il sorriso e togliere negatività, tensione, stress a tutto l’ambiente“.

“Coi fulmini che c’erano, ieri notte non ho neanche dormito… detto questo, ho ripensato alla partita e mi va bene perchè io ho un obiettivo chiaro da raggiungere. Chiarisco che ci sono dei giocatori appena rientrati in gruppo tra cui Catania, Marchese, Biagianti, Bucolo e Saporetti. C’è un periodo terapeutico, poi il periodo di riadattamento e successivamente sei pronto per giocare, una volta rimesso a posto fisicamente. Saporetti, ad esempio, lo stiamo ricondizionando dal punto di vista muscolare ma ancora non è pronto. Possiamo solo ringraziarlo per averci dato la sua disponibilità a giocare in un momento di grande difficoltà mercoledì. Non conosco l’evoluzione fisica dei giocatori che ho citato perchè sono arrivato da poco ma, parlando con loro, mi hanno detto di essere tutti disponibili per 15-20 minuti. Biagianti deve rigiocare in quella posizione, fermo restando che proviene da un lungo periodo di inattività. Quindi può darsi che non sia particolarmente brillante domenica. Non ne abbiamo altri. Comunque quello contro il Bari è un test probante per capire se Biagianti centrale di difesa è una strada che possiamo seguire anche in un momento di abbondanza in futuro“.

“Non siamo ancora squadra, stiamo cercando di diventarlo. Se si ritorna indietro a due anni fa, quante partite abbiamo vinto 1-0 non soffrendo e gestendo? Dobbiamo ritrovare quell’equilibrio. La prima cosa da fare per non permettere ai ladri di entrare in casa è chiudere la serratura. Avrei preferito da un lato giocarla più avanti questa partita, ma forse affrontiamo l’unica squadra del girone che si porta dietro le nostre stesse pressioni. Catania e Bari sono due piazze con grandi pressioni, forse più loro in questa gara perchè se non vincono a Catania con un avversario incerottato potrebbe essere problematico da gestire. Noi dobbiamo cercare di approfittarne. Non capiterà spesso di affrontare un avversario con maggiori pressioni di noi”.

“Biagianti al centro della difesa? Può darsi che concediamo qualcosa dal punto di vista difensivo perchè non è un difensore che può fare una marcatura feroce su un attaccante avversario, ma ci può dare grandi vantaggi nella costruzione, visto che ci piace avviare l’azione dal basso. Io non invento niente. Ci sono stati tanti altri allenatori che hanno provato centrocampisti in difesa. Penso a Italiano l’anno scorso a Trapani con Taugourdeau, provato addirittura in una linea a quattro. Penso anche a Mascherano al Barcelona, De Rossi alla Roma. Ce ne sono tanti esempi di centrocampisti che più degli altri possono avere attitudini difensive. Dei nostri, Marco mi sembra il più adatto. Poi ha voglia, è motivato e guarito, sapete l’attaccamento che ha per il Catania. In un momento del genere questa figura per noi è importante. Io non gli ho mai regalato niente perchè due anni fa le prime gare non le ha giocate in quanto non a posto fisicamente. Poi è rientrato e non l’ho più tolto. Al momento mi sembra la soluzione che dà più garanzie”.

“Quando prendi 20 gol e ti presenti dopo un 5-0 non è semplice. Il coefficiente di difficoltà dell’avversario è molto più elevato col Bari, ma mercoledì il 5-0 era lontano 48 ore. Comunque adesso abbiamo un minimo di fiducia in più. Sappiamo di avere beccato un gol da polli, ma non avendo mai concesso nulla. Il match di domani non permette cali di concentrazione, forse in questo tipo di partite giochiamo meglio. E, ripeto, il Bari come noi si porta dietro la stessa pressione e necessità di togliersi da questa categoria prima possibile. Il nostro punto debole? E’ la testa. Perchè i risultati non hanno aiutato finora. Dal punto di vista tattico, invece, un bravo allenatore deve tenere in considerazione l’aspetto che la squadra è stata costruita per un altro tipo di disposizione tattica e bisogna trovare una soluzione intermedia tra le mie idee e quelle di chi c’era prima. Tradotto, mi piacerebbe ritrovare un equilibrio tra le due fasi. Vorrei una difesa che offrisse garanzie per provare a vedere se a questa squadra in prospettiva possiamo cucire addosso l’abito del 3-4-3 o del 3-4-1-2″.

“Mazzarani? Mercoledì non gli ho dato nessun tipo di compito specifico. Gli ho detto di andare dove l’istinto lo portasse, dove si sentisse più a suo agio. Ogni tanto è un giocatore che decide le partite. Se l’ogni tanto diventasse spesso, Mazzarani sarebbe un valore aggiunto. Punti deboli tecnici del Bari? Nessuno. Hanno un allenatore bravo, inoltre i loro giocatori non c’è bisogno di andarli a studiare perchè li conosciamo tutti avendo fatto categorie superiori. Col cambio alla guida tecnica sono anche arrivati i risultati. Mercoledì hanno giocato con ritmi altissimi col Catanzaro, speriamo che abbiano speso molto. Mi sembra che il Catanzaro gli abbia tirato un pò il collo sul piano del ritmo. Possiamo provare ad approfittare il fatto che dietro hanno giocatori strutturati e possono andare in difficoltà sulla rapidità. I loro attaccanti ti metteranno sicuramente in difficoltà nei 95 minuti. Ci vuole massima attenzione, concentrazione e cattiveria. Loro, un pò come la Lazio, fanno il vero 3-5-2 perchè tengono i quinti molto alti. Noi in questo momento non abbiamo la licenza o il diploma per potere tenere i quinti alti perchè prima dobbiamo trovare un equilibrio. Hanno giocatori importanti come Awua che s’inserisce, dobbiamo provare a costringerlo ad inseguire i nostri. Nei due attaccanti e nei due quinti hanno la loro forza, come anche nello sviluppo dei piazzati che realizzano molto bene. Mi auguro che l’arbitro di domani sia molto attento perchè loro fanno molti blocchi, secondo me anche fallosi. Serve attenzione da parte della terna arbitrale perchè fanno dei blocchi molto visibili, ci auguriamo di essere tutelati in questo senso”.

“Mbende? Prima lo avevo seguito dalla tv. Per come avevo sentito, a me mercoledì è parso un giocatore importante e con delle potenzialità. Magari ancora un pò da sgrezzare su certi contesti ma è normale, lui proviene da un campionato in cui il modo di difendere è completamente diverso, più basato su una difesa individuale mentre in Italia si ragiona molto più di reparto. Già è difficile mettere 4 italiani nella condizione di capirsi e di avere movimenti sincronizzati, figuriamoci per uno che non parla la nostra lingua. L’ho visto molto bene non solo per il gol, ma anche con i piedi, ha cercato tutta una serie di soluzioni per costruire il gioco dal basso. Inoltre non stava bene, infatti ad un certo punto avevo fatto scaldare anche Noce. Poi ha stretto i denti e dopo il gol il problema fisico gli è passato”.

“Dall’Oglio? Aglio e peperoncino… Scherzo, si fa per sdrammatizzare il momento. Giocatore importante, basta chiedere a Corini i meriti incredibili che ha avuto nella promozione del Brescia lo scorso anno. Anche lui però, come per magia, arriva a Catania e non si esprime come ha fatto altrove. Allora, io con tutti – Dall’Oglio incluso – dico la stessa cosa. ‘So che non è facile, avete due possibilità… o fate parte dell’80% che non ce l’ha fatta, o rientrate nella cerchia del 20% che ce l’ha fatta ad essere ricordato per sempre in questa piazza’. Si sa che non è facile giocare a Catania. A questo aggiungiamo che oggi, con Facebook, i calciatori non si relazionano più come una volta. Una volta ci si metteva la faccia, oggi il confronto è meno fisico rispetto al passato. Oggi tutte le squadre lamentano il fatto di non avere in gruppo un elemento che attacca i compagni al muro, che trascina. E’ una figura che sta scomparendo non solo nel calcio, anche in politica. Sono cambiati i tempi, lo dobbiamo accettare. A Catania tutti sanno che è difficile giocare ma se tu fai bene a Catania, che tu faccia il dirigente, l’allenatore o il calciatore, hai una medaglia d’oro e sei preparato a tutto perchè Catania ti fa crescere, maturare, ti fa diventare qualcuno. Se ce la fai qua, puoi farcela ovunque. I ragazzi devono avere voglia di imporsi”.

“La classifica? Non la guardo e non voglio che la guardino neanche i calciatori. Il primo posto è lontanissimo. Noi non dobbiamo raccontare barzellette. In questo momento dobbiamo pensare ad arrivare nella migliore posizione possibile per disputare i Play Off con una condizione fisica invidiabile come fu per il Cosenza due anni fa. Questo non prende in giro o manca di rispetto i tifosi. Dobbiamo accettarci per quello che siamo e lavorare per migliorarci. Quest’anno ci sono 7-8 squadre che potenzialmente possono ambire alla B, forse è più facile rispetto a due anni fa perdere punti ogni domenica. Basta vedere i risultati del mercoledì, la Ternana che ha perso in casa con l’Avellino. Forse non servirebbe raggiungere quota 80 ma qualcosa di meno per vincere il campionato. Se siamo bravi a guarire il prima possibile, poi arriverà il momento di dare il segnale che ci siamo e state sereni che non ci tireremo indietro. Oggi però non voglio turbare la suscettibilità dei nostri tifosi, dico che seriamente dobbiamo prepararci per arrivare nel migliore posto di classifica possibile per giocare i Play Off in una certa maniera ed arrivarci al massimo della condizione. Anche attraverso la Coppa Italia, che quest’anno non si trascura perchè non possiamo permetterci di scegliere il piatto dove mangiare ma cercare di mangiare su tutti i piatti”.

“Sarno nel 3-4-1-2? Tra qualche mese magari. Mi sembra corretto che i tifosi sappiano come stanno le cose. La squadra è stata fatta per il 4-3-3 con esterni che in questo momento non ci sono per infortunio. Ma, secondo me, i due esterni di difesa attuali si trovano più a loro agio in una linea a cinque. Calapai e Pinto nella loro carriera hanno fatto molto più spesso i quinti. Davanti abbiamo giocatori che possono farti la differenza. Trovando un equilibrio, si può pensar anche di fare il 3-4-3 o il 3-4-1-2. Oggi però non è una soluzione proponibile. Barisic? Come punta centrale secondo me lo mettiamo in difficoltà, può fare la seconda punta o – come l’ho provato due anni fa -agire da quinto con caratteristiche chiaramente offensive. Quello che fa Milinkovic-Savic alla Lazio, coi dovuti paragoni, oppure come faceva Marras al Trapani. Con degli accorgimenti riesci a supportare questa soluzione. Dobbiamo cercare di proporre soluzioni offensive costruendo, creando e facendo partita. Ma abbiamo dei tempi fisiologici, purtroppo non è la playstation. Nel calcio ci sono degli equilibri che devi seminare, coltivare e mantenere”.


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